Parrocchia S.Antonio di Padova - San Benedetto del Tronto

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Abside

Dipinti > Lettura dei dipinti


Dipinti nella chiesa di S. Antonio di Padova
in San Benedetto del Tronto



Eseguiti da Suor Elisa Galardi,
Suora Agostiniana della SS.ma Annunziata,
dell’Atelier dell’Arte Spirituale del Centro Aletti – Roma

(gennaio - aprile 2015)




ABSIDE


Al centro dell'abside troviamo Cristo Pantocratore, Colui che tutto regge nelle mani. Colui a cui tutto converge e a cui tutto ritorna.
Il Suo Volto, il Suo sguardo è il centro dell'abside ed è il fulcro di tutto l'opera pittorica.
Ciò che troviamo dipinto sulle pareti altro non è che la nostra vita, la vita della Chiesa vista dal Suo punto di vista, come essa si svolge davanti al Suo sguardo. È lo sguardo del Pastore Bello, che ha dato la vita per noi e che adesso attira tutto a se.
Il Pantocratore ha in mano un libro aperto in cui, Lui che tiene unite tutte le cose, il principio di unità di tutto, proclama se stesso: Io sono la Vita.
È seduto sull'arcobaleno come troviamo descritto nella visione dell'Apocalisse di S. Giovanni.

Ed ecco
c'era un trono nel cielo,
e sul trono Uno stava seduto.
Colui che stava seduto era simile...
a diaspro e cornalina.
Avvolgeva il trono un arcobaleno…
dal trono uscivano lampi, voci e tuoni
davanti al trono sette lampade accese…
davanti al trono vi era come un mare trasparente.....
(Ap. 4,2-6)

L'Arcobaleno, simbolo biblico dell'alleanza fra Dio e l'uomo, è elemento che accompagna tutta l'opera pittorica, estendendosi dall'abside fino alle cappelle laterali, avvolge le colonne e passando per i misteri della salvezza, dall'Annunciazione, alla Visitazione, al Battesimo fino alla Crocifissione, alla Discesa agli inferi, giunge alla scena della Risurrezione, ci ricorda la fedeltà di Dio Padre alla Sua alleanza con l'uomo, istituita indelebilmente in Cristo Gesù, Suo Figlio è nostro Signore.


Il Cristo Pantocratore è vestito di bianco, colore che nella tradizione orientale, in particolare nell'iconografia bizantina, dalla quale tutta l'opera trae ispirazione, rappresenta lo splendore della Risurrezione.


Cristo è in una  mandorla dorata: Egli è, infatti, il Frutto Perfetto dell'amore del Padre.
Dalla Mano del Padre, rappresentata in alto, completamente aperta, ad indicare come il Padre tutto dona, non trattenendo niente per sé, scorre come un fiume di Vita, lo Spirito, che discende sul  Figlio.


Il Cristo Pantocratore è anche la Vera Vite e per questa ragione, vediamo nascere da Lui dei tralci verdastri e tra le foglie, tutte diverse dell'albero della vita, scorgiamo i frutti: i Santi. Essi sono rivolti verso il centro di tutto, Cristo, sottolineando con i loro gesti e sguardi chi è che tiene tutto in armonia e a cui tutto verte.

Sopra il grande albero della vita si intravedono alcune Dimore della Gerusalemme Celeste, che dipinte in colori ocra, sfumando al bianco, si perdono in alto facendo intuire la loro infinità.




Ai lati di Cristo in piedi, su un fondo che ricorda il Giardino, il Nuovo Eden, la Corte Celete, che è rappresentata,  alla Sua destra, dalla Madre di Dio, S. Chiara, S. Raffaele Arcangelo, S. Luigi e S. Elisabetta.



Alla Sua sinistra S. Giovanni Battista, S. Francesco, S. Antonio da Padova, S. Massimiliano Kolbe, e l'Arcangelo Michele.



S. Antonio è rappresentato secondo l'iconografia della Madonna della Scala. Egli, infatti sostiene i piedi di  Gesù bambino, come per aiutarlo a scendere. Come nell'iconografia citata, Maria è rappresentata come la sacra Scala, che ha permesso al Verbo di raggiungerci, così S. Antonio ci porge Gesù come ha fatto nella sua vita attraverso la predicazione della Parola.




S. Michele Arcangelo è raffigurato con la bilancia perché misura la giustizia di Dio. I piatti della bilancia sono rivolti verso l’Arcangelo e non verso l’esterno perché l’uomo non ha accesso alla misura della Misericordia di Dio.




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