Parrocchia S.Antonio di Padova - San Benedetto del Tronto

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Cappella del Battesimo

Dipinti > Lettura dei dipinti

CAPPELLA DEL BATTESIMO



Guardando dall'alto verso il basso troviamo l'Arcangelo Gabriele che, in ginocchio sull'arcobaleno, con una mano  regge il rotolo bianco e oro, che rivela il messaggio di Dio nell'Annunciazione a Maria, mentre con l'altra apre una lunga tenda. Essa aprendosi lascia intravedere il tempio e Zaccaria, alludendo, così alla sua annunciazione avvenuta per mezzo dell'Arcangelo all'interno del tempio stesso.
L'Amore muove e perciò Maria è rappresentata tutta in movimento.
Facendo riferimento al salmo

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
(Salmo 40, 7-9)


Maria è dipinta inscritta nel Rotolo della Parola di Dio. Lei che ascoltando l'Annuncio dell'Angelo ha permesso al Verbo di Dio di farsi carne, che accogliendo e amando la Parola le ha permesso di farsi Immagine.


Secondo il modello iconografico della Madre di Dio del Segno, qui Maria è rappresentata con inscritto in sé il Figlio, a sottolineare che ad andare incontro ad Elisabetta è proprio la Madre del Signore e Salvatore. Il Bambino apre il braccio, come fa anche la Madre, verso Elisabetta, in segno di accoglienza: compiono cioè, lo stesso gesto, è il Creatore che compenetra la sua creatura.
Entrambi sono vestiti di rosso e di blu. Secondo l'iconografia infatti, il rosso è simbolo della divinità e il blu dell'umanità. Così Maria, vestita di blu è rivestita da un manto rosso simbolo della divinità; inversamente il Figlio, vestito di rosso, Dio, si è rivestito di blu, uomo.


In questo incontro si esprime la reciprocità che è resa possibile, dall'apertura, dall'umiltà e dalla centralità di Dio nella vita delle due donne.





Battesimo
Nella parte sottostante troviamo raffigurato il battesimo di Cristo nel Fiume Giordano.
Il punto del fiume Giordano, in cui storicamente Cristo è stato battezzato, sappiamo che si trova al di sotto del livello del mare. È il punto più basso, rappresenta la Kenosi del Figlio che si è spinto fino in fondo, per cercare l'uomo perduto nel peccato e nella morte.
Qui il Giordano è rappresentato come uno spazio stretto fra due rocce che si aprono. È come un sepolcro liquido in cui Cristo entra e si immerge, portando nella morte la Vita.
Cristo, infatti, sembra morto con le mani abbassate e le braccia distese lungo il corpo.
Cirillo di Gerusalemme dice che, quando Cristo è sceso nel Giordano, ha conferito alle acque i colori della sua divinità, per questa ragione troviamo nelle acque del Giordano il rosso e l'oro.
I Padri siriaci, in modo particolare, scrivono come Cristo abbia così santificato le acque e come il fuoco dello Spirito Santo sia da allora presente nelle acque del Battesimo.
Sul lato destro della raffigurazione del battesimo troviamo riportata una citazione di S. Efrem il Siro proprio su questo argomento:

Fuoco e Spirito
si trovano del grembo
di colei che ti ha generato,
Fuoco e Spirito
nel fiume in cui sei stato battezzato,
Fuoco e Spirito
sono nel nostro battesimo
e nel Pane e nel Vino ci sono Fuoco e Spirito Santo.

Ai lati del Giordano ci sono due montagne, come nella tradizione iconografica, ad indicare la distanza che dopo il peccato si è stabilita tra la realtà spirituale e quella umana e  che Cristo è venuto a colmare.



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