Parrocchia S.Antonio di Padova - San Benedetto del Tronto

Vai ai contenuti

Menu principale:

Maria Maddalena

Voci dal Monastero

Le donne nei Vangeli - Maria Maddalena


«Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore» (Mt 6,21).
Queste parole, pronunciate da Gesù durante il discorso della montagna, ci possono aiutare ad avvicinarci alla figura di Maria di Magdala, una delle donne che hanno accompagnato Gesù durante il suo ministero.
I vangeli ci dicono, infatti, che lei aveva seguito, servito Gesù fin dalla Galilea ma, in maniera particolare, essa scandisce i tre grandi momenti del mistero pasquale di Cristo: la passione, la morte, la resurrezione.
La ritroviamo al momento della morte di Gesù: Giovanni, nel suo Vangelo, scrive che ella "stava" sotto la croce, uno stare eretta, in piedi, salda in quell’amore che non l’aveva fatta indietreggiare mai e che l’aveva condotta fin sotto la stessa croce, accanto a Maria.
Nemmeno al sepolcro lei viene meno, ma continua a rimanere: «Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria» (Mt 27,56).
Attorno a lei, sempre l’evangelista Giovanni fa ruotare tutto l’evento della resurrezione e la fa destinataria privilegiata dell’annuncio di Gesù risorto.

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». (Gv 20,1-2).
E’ ancora buio, la luce si fa attendere ma Maria Maddalena è già al sepolcro.
Gli evangelisti Matteo, Marco e Luca la mettono in scena con altre donne che si recano alla tomba dopo aver comprato oli aromatici per ungere il corpo di Gesù: ancora lo segue, ancora lo serve,  spinta da un desiderio, da un amore che non riesce a spegnere.
E’ quel momento, sul far del mattino, in cui ancora non si distinguono figure, cose, ombre: ed è chiusa nella sua tristezza, nel suo buio interiore anche questa donna che ha in quel sepolcro l’unica memoria amorosa, l’unico ricordo della persona amata, l’unica fonte di vita rimastale. Non ha paura di affrettarsi verso questo luogo di morte, di avvicinarsi ad esso, guardarlo nonostante il peso del dolore e della nostalgia siano forti!
Ma il corpo del suo Signore non c’è più! Non bastava averlo ucciso, ora lo hanno anche portato via!
Corre ad avvertire i discepoli, corre a svegliare Pietro e Giovanni e poi, di nuova, di corsa verso il sepolcro.
I discepoli, sbigottiti e confusi, tornano a casa, ma lei rimane: «Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva» (Gv 20,11a). Ancora questa donna che sta, senza stancarsi, senza venir meno. Il dolore, la solitudine, la morte si tramutano in pianto. L’evangelista, in pochi versetti, ci dice ben quattro volte che Maria Maddalena piange, un pianto intimo, continuato, profondo che nasce da un dolore grande.

«Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto» (Gv 20,11b-13).
La donna è chinata verso il sepolcro: il suo sguardo è fisso lì, non riesce a staccarsi da quel luogo che incarna terribilmente la verità di un Gesù che è morto, che non c’è più.
Quasi piegata, ricurva, esprime nuovamente il suo smarrimento rispondendo alla domanda dei due angeli che le chiedono ragione di quella sofferenza.
Non sembra interessata a quei due uomini ma, quelle poche parole scambiate la fanno voltare: «Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» (Gv 20,14-16).

E’ a questo punto che avviene la svolta: il suo voltarsi, il suo distogliere lo sguardo dal sepolcro, da quel vuoto, da quella realtà di morte, la portano ad incamminarsi nuovamente sulla via della vita. Ed è proprio ora che incontra il Signore! Non lo riconosce subito, lo scambia per un giardiniere, per il custode del giardino: occorre un segno! E come per i discepoli di Emmaus sarà lo spezzare il pane, per Maria Maddalena è il sentirsi chiamata per nome, con una dolcezza, un affetto che rendono inconfondibile quella voce.
Maria si volta verso colui che pronuncia il suo nome, come una conversione, come un girare lo sguardo dal passato al presente, dal luogo dove lui era stato sepolto al volto del Risorto.
«Le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori» (Gv 10,3): Maria è condotta fuori dal suo dolore, la tenebra cade, la solitudine è cancellata per sempre, le lacrime sono asciugate…anche a pochi passi dalla morte, da quel sepolcro, Gesù Risorto dà vita alla sua vita, alla nostra vita.

«Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» (Gv 20,18).
E’ il grido della liberazione piena, il grido dell’amore pieno che non si può trattenere né tacere.
Maria corre di nuovo, questa volta per annunciare Gesù vivo, un Gesù che ha visto, che ha sperimentato, un Gesù di cui ha fatto e continuerà a fare esperienza viva.


Torna ai contenuti | Torna al menu