Parrocchia S.Antonio di Padova - San Benedetto del Tronto

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La Parrocchia oggi…





1) – Qualche notizia…

La Parrocchia S.Antonio di Padova è affidata, fin dalla sua costituzione (1957), alla cura pastorale dei Frati Minori Conventuali.

La Parrocchia oggi abbraccia il territorio compreso tra le Vie Simone Formentini e Cadore a nord, Gabriele Voltattorni e Albio Tibullo a sud, le colline con il “Monte della Croce” ad ovest ed il mare Adriatico ad est.
Il Monte della Croce - Una grande Croce luminosa svetta da un monte che prende il nome proprio da questo simbolo cristiano e che, precedentemente, era noto come il Monte Sereno o il Monte di Aniceto. Infatti con la morte di tal Aniceto Merlini, precipitato dal monte Sereno (22 dicembre 1822), quell’altura venne identificata dai Sambenedettesi come “lu monte di neceto” (il monte di Aniceto) o “lu monte di muscio” dal soprannome di quel protagonista.  




Nel gennaio del 1901, sul prolungamento di quel monte verso il mare, venne issata questa grande Croce, costruita dal locale fabbro Nazzareno Bruni, che presto venne ad essere un forte riferimento per i Sambenedettesi, oltre a rappresentare anche il forte senso protettivo che il popolo, marinaro e rurale piegato dal duro lavoro, ricercava volgendole lo sguardo.
La Croce venne issata in ricordo dell’Anno Santo 1900 – il XXII° giubileo sotto il papato di Leone XIII – ed in seguito alla “missione” predicata dai Passionisti, per volere del parroco della Madonna della Marina, Mons. Francesco Sciocchetti. Venne organizzata una raccolta alla quale il popolo aderì con esultanza. Da allora ogni tre di maggio (data che ricorda proprio il ritrovamento della Croce di Cristo) i Sambenedettesi erano soliti recarsi su quel colle, nei pressi della Croce in segno devozionale.
Nel 1944 venne fatta saltare in aria dai militari tedeschi, perché ritenuta identificativa per gli alleati che, dall’alto, bombardavano ripetutamente la città. Ma il 27 luglio del 1947, durante i primi festeggiamenti post-bellici della Madonna della Marina, per mano del capomastro Raffaele Gentili, quella Croce, recuperata alla simbologia della nostra città, tornò ad essere meta di nuovi pellegrinaggi.
In occasione della Festa della Croce del 3 maggio 1975, ad opera del Circolo dei Sambenedettesi, che la fece restaurate ed illuminare, questo Sacro Simbolo è stato definitivamente restituito alla cittadinanza.
(fonte: pagina 47 del libro “San Benedetto del Tronto Città Adriatica d’Europa” di Giuseppe Merlini – edizione gennaio 2005)



La Parrocchia, composta da  circa 2600 famiglie per complessive circa 8000 persone, si è dotata degli strumenti previsti dal Codice di Diritto Canonico che prevede che, in ogni Parrocchia, il Parroco sia coadiuvato ed assistito da:

 Un Consiglio Pastorale Parrocchiale che ha la funzione di aiutare il Parroco nel discernimento pastorale, cioè nel formulare e portare avanti le grandi linee della pastorale parrocchiale.

 Un Consiglio per gli Affari Economici che aiuta il Parroco nell'amministrazione dei beni della parrocchia.




2) - La Parrocchia, Comunità “chiamata” e “chiamante”

“La chiamata alla fede non si rivolge alla folla,
ma a ciascun uomo che è nella folla”
(Jean Sullivan)


Una vera comunità di credenti in Cristo che cammina alla sua sequela, svela ad ogni persona la sua più alta vocazione di figlio di Dio. Camminando nella fedeltà e nell’amore, diviene terreno fecondo, “luogo in cui la crescita nella fede sboccia nella scelta matura della propria vocazione”. (Il volto vocazionale della Parrocchia in un mondo che cambia, CNV, Roma 2004)
La parrocchia stessa, allora, diventa adulta nella fede, uno splendido giardino con una ricchissima varietà di fiori.

E’ proprio ciò che è avvenuto nella nostra Comunità Parrocchiale che, negli anni trascorsi, ha visto fiorire numerose vocazioni alla vita consacrata e sacerdotale, in diverse congregazioni e famiglie religiose.


Ne facciamo qui memoria, ringraziando il Signore di questi bei doni.

 Sig. Nello Giostra (1920/2012) – all’età di 26 anni aderiva alla proposta di Don Giovanni Rossi, fondatore in Assisi della comunità “Pro Civitate Christiana”, diventando “Volontario” e dedicandosi totalmente alla “ricerca” di Dio.
La “Pro Civitate Christiana” - detta anche “La Cittadella” - è stata fondata, nel dicembre del 1939, da don Giovanni Rossi (1887/1975) con un gruppo di laici suoi collaboratori con lo scopo di annunciare Gesù Cristo e il suo messaggio. Ciò avviene sia attraverso una evangelizzazione diretta, sia con un'opera di mediazione culturale secondo lo stile del Fondatore: “creare più che opere ponti, più che prediche dialoghi, più che rimpianti, nuove prospettive di libertà, di pace e di giustizia”.

 Suor Chiara Cristiana (al secolo: Elia Ferrari) – nel 1969 entrava nel Monastero delle Clarisse “S.Chiara” di Urbino dove tutt’ora vive la sua vita contemplativa in clausura.

 Suor Francesca (al secolo: Alberta Cocci) – il 12 agosto 1973 entrava nel Monastero delle Clarisse “Santa Chiara” di Montalto delle Marche dove tutt’ora vive la sua vita contemplativa in clausura.
Altre notizie: vestizione 11 febbraio 1974; professione temporanea 16 febbraio 1975; professione solenne 3 aprile 1978. Ha coperto l’incarico di Presidente della Federazione “Santa Chiara d’Assisi” delle Monache Clarisse Urbaniste d’Italia dal 1989 al 2001.

 Padre Roberto Brunelli (OFM conv)
Nato a San Benedetto del Tronto il 6 novembre 1963. Entrato nell’Ordine ad Assisi il 19 settembre 1988; professo temporaneo a Osimo il 28 agosto 1991; professo ad solenne a Urbino il 10 ottobre 1998; ordinato sacerdote a San Benedetto del Tronto l’8 luglio 2000.
Dal 2009 è in Osimo redattore di “Donare Pace e Bene”, rivista del Santuario San Giuseppe da Copertino.

 Don Armando Guido Moriconi (sacerdote diocesano)
Nato a San Benedetto del Tronto il 19 gennaio 1969 ed ordinato sacerdote il 24 aprile 1999.
Attualmente è Parroco della Basilica Cattedrale S.Maria della Marina di San Benedetto del Tronto, Giudice presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno ed Insegnate di Religione Cattolica.

Siamo allora invitati ad accompagnare con l’affetto e la preghiera queste nostre sorelle e
fratelli, sapendo di essere una comunità in cammino che risponde alla sua vocazione.
Anche noi, da persone “chiamate”, diveniamo  ogni giorno “chiamanti” alla fede, per i nostri fratelli.

Al Signore Gesù, che chiama ognuno di noi a donare la propria vita per amore, chiediamo la grazia di testimoniare la bellezza del suo Vangelo.
La Parola di Cristo infatti, accolta con convinzione, porta ciascuno di noi a scoprire o inventare i modi per essere nel mondo testimoni di verità.
Da questa scoperta ciascuno di noi impegna la sua vita, le  doti e le capacità ricevute, in attività materiali o spirituali che trovano nella Parrocchia, ma non solo, il luogo dove realizzare quanto può essere il bene per la Comunità.
E’ questo il motivo per cui invitiamo ciascun credente ad essere operatore attivo nella realtà della Parrocchia condividendo i doni che ha ricevuto.
Se sei interessato a questa proposta ti invitiamo a contattare direttamente il Parroco Padre Gabriele Lupi.






3) - Della Parrocchia S.Antonio di Padova fanno parte:

a) La Cappella dell’Immacolata
Fin dal primo momento, la venuta dei frati in questa  città è stata caratterizzata dal desiderio di incontro e di servizio alla gente.
Con questo spirito i frati non hanno voluto far mancare la loro presenza tra coloro che trascorrono un periodo di vacanze sul nostro litorale. E’ sorta così, sul Lungomare, una Cappella dedicata all’Immacolata.

                 


Tale luogo è subito diventato un apprezzato punto di incontro e di preghiera sia per i residenti che per i turisti.
Nei mesi di luglio ed agosto, oltre alla celebrazione quotidiana della S.Messa, si svolge (dalle ore 21.30 alle ore 22.30 - dal lunedì al venerdì) l'Adorazione Eucaristica; momento questo molto apprezzato dai turisti che volentieri interrompono le loro passeggiate serali per sostare in silenzio davanti al Signore.



b) L’Edicola di Sant’Antonio di Padova

Sul finire del XIX secolo lungo la statale Adriatica, all’altezza dell’attuale zona Cerboni, esisteva una piccola chiesa dedicata a S.Antonio di Padova che serviva come ristoro per i viandanti che percorrevano quella strada.
In data 17 marzo del 1826 tal Domenico Antonio del fu Savino Novelli, vedovo di donna Francesca Merlini, destinava, dietro testamento, un terreno di sua proprietà alla Parrocchia di S.Maria della Marina. Il terreno situato lungo la strada in direzione sud, veniva donato alla Parrocchia purchè il Curato avesse celebrato tre Messe cantate a suffragio dei coniugi Novelli, quando anche il donatore fosse passato a miglior vita.

             

Il 5 aprile del 1827 moriva Domenico Antonio Novelli  di 79 anni e la Chiesa della Marina entrò in possesso dell’appezzamento di terreno. Successivamente, nella seconda metà del XIX secolo, vi si edificò una piccola ma graziosa chiesa dedicata a S.Antonio, utilizzando per la facciata sostanzialmente due tipi di materiali: la cosiddetta “Pietra di Manoppello” (un’arenaria tenera facilmente lavorabile, di colore giallognolo, che prende il nome dalla località abruzzese presso cui viene estratta) e una roccia sedimentaria di natura calcarea, simile al travertino, per la parte superiore corrispondente alle tre guglie.

Intorno al 1970 questa piccola chiesa venne demolita ma si ebbe cura di classificare e numerare le pietre che ne costituivano la facciata principale. La facciata oggi è stata ricostituita ed assemblata e si trova ubicata, come edicola decorativa, nell’area verde “Karol Wojtyla” (via Toscana), poco distante da dove sorgeva.

Questa edicola, fortemente voluta dal Comitato di Quartiere S.Antonio, è stata inaugurata – anche se priva dei pezzi più belli come il rosone e le colonne che sono state trafugate – in occasione della festa di S.Antonio di Padova del 13 giugno 1999.
(fonte: pagina 47 del libro “San Benedetto del Tronto Città Adriatica d’Europa” di Giuseppe Merlini – edizione gennaio 2005)



c) La Chiesa di Santa Lucia

E’ una piccola e modesta chiesetta rurale, tanto cara ai Sambenedettesi, dedicata alla martire siracusana morta nel 304 d.C.

L’attuale edificio che è a pianta rettangolare con muratura in laterizio, venne costruito sul finire degli anni settanta del XVIII secolo da Bernardino di Domenico Voltattorni.
Ma una costruzione più antica dedicata alla medesima Santa doveva trovarsi già collocata più internamente, nei pressi del Fosso delle Fornaci, e sarebbe stata distrutta in occasione della costruzione della nuova.



I rettori della chiesa venivano nominati fino al 1781 direttamente dal Vaticano, poi dall’Amministrazione del Capitolo Lateranense. L’ultimo di nomina vaticana fu Don Domenico Voltattorni, figlio di Bernardino e fratello di un altro sacerdote, Don Carmine Voltattorni.

I Sambenedettesi sono da sempre soliti visitare il tempietto e la campagna circostante nel pomeriggio di Pasqua o comunque all’aprirsi della primavera.

Dal nome della chiesa è derivato il toponimo della contrada ove, da epoca memorabile, il 13 dicembre si svolgeva la fiera omonima che richiamava l’intera popolazione della Provincia. Dopo l’unificazione d’Italia la fiera venne trasferita all’interno del casato urbano di S.Benedetto. Da una decina d’anni, la fiera in onore alla martire siracusana è stata solennemente rilanciata e si svolge all’interno del centro cittadino.

Da quell’epoca la chiesa ed il territorio circostante hanno perso quell’importanza avuta per molto tempo nella vita popolare locale. Da ciò è derivato un totale abbandono del tempietto, lasciato in balia di sottrazioni che hanno risparmiato solo l’immagine della Santa Protettrice, fino a che il locale Circolo dei Sambenedettesi ne ha promosso il restauro donandolo poi alla Diocesi. La Chiesa di Santa Lucia è stata inaugurata e riaperta al pubblico il 13 dicembre del 1990.

Questa chiesa si presenta di media grandezza e, al pari di ogni oratorio di campagna, ha un piccolo campanile a vela provveduto di campanella. Sulla facciata principale è posta una lapide,  fra lo stemma Papale e il lateranense, che recita: “Bernardinu Voltaturno Sanct. Lucie Erexit Ex. Rog. Giunchini Sub Die 18 8bris 1776”.
(fonte: pagina 46 del libro “San Benedetto del Tronto Città Adriatica d’Europa” di Giuseppe Merlini – edizione gennaio 2005)








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